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Michele Schirru

  • L’Evolvere del Digital Marketing Immobiliare: Fare la Zona o Fare la Rete?

    Nel mondo sempre più digitalizzato del marketing immobiliare, gli agenti si trovano di fronte a una sfida fondamentale: adattarsi ai cambiamenti nell’approccio alla ricerca e all’acquisizione di immobili.

    In passato, le pratiche tradizionali come il porta a porta e le pubblicità cartacee dominavano il panorama, ma con l’avvento della tecnologia, il gioco è cambiato.

    Una domanda sorge spontanea: gli agenti immobiliari devono ancora “fare la zona” o è giunto il momento di focalizzarsi su strategie digitali più moderne?

    Ne avevo parlato anche in passato a questo articolo, ma è il momento di tornare a parlarne.

    Fare la Zona: Una Tradizione Resistente

    “Fare la zona” è stato a lungo il mantra degli agenti immobiliari, una pratica radicata che li vedeva immergersi fisicamente nelle comunità locali, bussando di porta in porta per cercare nuove opportunità di vendita.

    Questo approccio, sebbene possa sembrare antiquato nell’era digitale, ha ancora il suo valore.

    Il contatto faccia a faccia può creare un legame personale con i potenziali venditori e compratori, instaurando fiducia e trasmettendo professionalità.

    Inoltre, il fare la zona permette agli agenti di ottenere una comprensione più approfondita del mercato locale, cogliendo le sfumature e le tendenze che potrebbero sfuggire a una semplice analisi online.

    Conoscere la zona è sempre stato un vantaggio nel settore immobiliare, e questo approccio tradizionale offre agli agenti l’opportunità di diventare esperti nel loro territorio.

    Gli agenti immobiliari devono ancora fare la zona? - Michele Schirru Digital Marketing Immobiliare

    Il Cambiamento Verso il Digitale

    Tuttavia, mentre il fare la zona ha i suoi meriti, il digitale ha rivoluzionato il modo in cui le persone cercano e acquistano immobili.

    Piattaforme online come Immobiliare.it e Idealista hanno trasformato il processo, mettendo una vasta gamma di opzioni direttamente nelle mani degli acquirenti. Gli agenti immobiliari devono adattarsi a questa nuova realtà digitale se vogliono rimanere rilevanti e competitivi nel settore.

    Le strategie digitali offrono agli agenti un ampio ventaglio di strumenti per raggiungere potenziali clienti in modo più mirato ed efficiente.

    Dalla pubblicità mirata sui social media alla creazione di contenuti informativi e coinvolgenti su blog e siti web, il marketing digitale consente agli agenti di raggiungere un pubblico più ampio e di costruire un marchio forte online.

    Trovarsi al Crocevia: Un Bilancio Necessario

    In realtà, la risposta alla domanda se gli agenti immobiliari debbano ancora fare la zona è complessa.

    Non si tratta di scegliere tra il digitale e il tradizionale, ma di trovare un equilibrio tra i due approcci.

    Fare la zona può ancora essere prezioso per stabilire relazioni personali e ottenere una comprensione approfondita della zona, ma integrare queste pratiche con strategie digitali innovative può portare a risultati ancora più significativi.

    Gli agenti immobiliari dovrebbero considerare il digitale non come una minaccia al loro modo di fare affari, ma come un’opportunità per ampliare il loro raggio d’azione e migliorare la loro efficienza.

    Combinare il fare la zona con una forte presenza online può essere la chiave per il successo nel mercato immobiliare moderno.

    E di tutto questo ne ho parlato anche in questo articolo, coniando il termine di agenzia immobiliare ibrida.

    Conclusioni

    In conclusione, il digital marketing immobiliare sta ridefinendo il modo in cui gli agenti operano nel settore.

    Sebbene il fare la zona abbia ancora il suo valore, non può essere l’unica strategia su cui fare affidamento.

    Gli agenti immobiliari devono essere disposti a adattarsi e abbracciare le nuove tecnologie e le opportunità che offrono.

    Trovare il giusto equilibrio tra il tradizionale e il digitale è essenziale per rimanere competitivi e prosperare in un mercato in costante evoluzione.

  • Per chi frequenta il mondo del tennis è probabilmente un volto noto.

    Ma per chi non lo conoscesse, stiamo parlando di uno dei principali coach degli ultimi 10 anni:

    • Ha portato Serena Williams alle vette del suo tennis, ha contribuito a sviluppare il gioco di atleti come Marcos Baghdatis, Stefanos Tsitsipas, Holger Rune, Simona Halep, Grigor Dimitrov;
    • Ha creato un’Academy nel cuore della Costa Azzurra, oggi un punto di riferimento per giovani aspiranti tennisti e professionisti affermati provenienti da tutto il mondo;
    • Ha recentemente investito in un progetto NFT, portando il tennis nel metaverso.

    Tutta una questione di Brand e reputazione

    Molti lo adorano, tanti lo odiano, come avviene sempre quando ci troviamo davanti un Brand forte e divisivo.

    E poi quando sono francesi , diciamolo, ci stanno un po’ sulle palle.

    Scherzi a parte… Mouratoglou ha costruito un Brand – e una reputazione – che ti smuove, non ti lascia indifferente.

    Ma veniamo al dunque, perché dovresti fare come lui? Cosa c’entra Mouratoglou con gli agenti immobiliari?

    Il punto è che, gli agenti immobiliari, come anche i maestri di tennis, hanno bisogno di un forte personal brand e un’ottima reputazione per prosperare nel loro lavoro.

    Lavorano in un territorio normalmente delimitato e ben geolocalizzato.

    Stiamo parlando di attività di local marketing che trova nei social un grande alleato.

    Se vuoi eliminare le obiezioni e farti pagare quello che chiedi, essere chiamato direttamente dai clienti e faticare meno, devi avere questa qualità: un Brand cazzuto e riconosciuto dal tuo target.

    Allora, cosa possiamo imparare da Pat Mouratoglou?

    Se guardate i suoi profili Social, soprattutto Instagram, ogni giorno si mette in moto una macchina da guerra nucleare.

    Ci sono decine di contenuti, soprattutto video, che vengono pubblicati e lo ritraggono in campo mentre svolge il suo lavoro di Coach.

    Signori, sta facendo content marketing.

    Sta raccontando quello che fa, come lo fa, con chi lo fa, che problemi risolve e quali soluzioni offre.

    Si sta vendendo senza vendere.

    Non lo sentirete una volta dire: “Venite alla mia Academy e vi faccio un dritto come quello di Alcaraz o un servizio come Berrettini.”

    Mai.

    Parlano i fatti, quello che fa.

    Anche se siete agenti immobiliari potete imparare molto da quello che fa Mouratoglou.

    Dovete raccontare il vostro lavoro, foto e video a profusione su tutti i canali Social. Post, stories, reels, etc etc…

    Li incontrate o no i clienti? Le vendete o no le case? Ne acquisite o no di appartamenti?

    Fatelo vedere e raccontate che cosa state facendo, perdio.

    Se volete curare il vostro brand e far sì che le persone si fidino di voi, dovete utilizzare i contenuti autentici e genuini che solo il racconto quotidiano del vostro lavoro può esprimere.

    Detto questo, siete d’accordo con me? Lo fate? Cosa state facendo per raccontare la vostra attività?

  • Fare branding vuol dire dare forma e sostanza al proprio marchio, renderlo vivo e comunicativo.

    Con creatività, abilità e strategia, un marchio può stabilire un’identità che si distingue dalla concorrenza e crea un legame con il pubblico che vuole raggiungere.

    Branding e Posizionamento, vanno a braccetto.

    Quando parliamo di differenziazione stiamo entrando nel terreno delle scelte, quelle che i potenziali clienti devono compiere nel decidere a chi affidarsi tra le decine di agenzie immobiliari in città.

    La verità è che anche le migliori realtà soccomberebbero senza una buona attività di branding.

    Per esprimere bene il concetto, comprereste delle scarpe da corsa Nike da 200 euro se non avessero creato un brand così forte e riconosciuto in tutto il mondo?

    Esiste un motivo per cui fare branding non sia importante?

    Fare branding, tenendo conto del proprio posizionamento, è ciò che ci permette di avere una buona reputazione e influenzare le decisioni dei potenziali clienti.

    Non è se fare branding è importante, piuttosto vi chiedo se secondo voi esista un motivo per cui fare branding non sia importante.

    Signori, il branding è davvero tutto.

    Viene senz’altro prima di qualunque attività di raccolta contatti e/o di vendita.

    Se avete 5 euro al giorno di budget pubblicitario al giorno da investire dovete metterli tutti sul branding.

    Se ne avete 50 allora possiamo parlare di una distribuzione più strutturata.

    Le relazioni e i rapporti di fiducia guidano le transazioni

    Affermare il proprio marchio permette di stabilire un legame profondo con i clienti, esistenti e potenziali, i propri dipendenti.

    Questo legame è un processo graduale che avviene con il tempo, ma inizia con l’instaurazione di una buona reputazione e la possibilità di farsi conoscere dal pubblico.

    Dobbiamo assicurarci di avere valori e significato, perché curare un brand va oltre la creazione di un semplice logo e dei colori.

    Fare branding ci permette di collegare i valori dell’azienda a un pubblico che la pensa come noi e condivide quello che diciamo.