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Michele Schirru

  • Quando le agenzie immobiliari online sono apparse sulla scena immobiliare, molti pensavano che il settore fosse sulla strada buona per cambiare per sempre.

    Era il 2009, quando in UK faceva il suo ingresso sul campo la startup di Russell Quirk, Emoov.

    Tra l’altro, qualche tempo fa ho intervistato proprio Russell per parlare di agenzia immobiliare del futuro: clicca qui per approfondire.

    Le grandi promesse a livello di sconti provvigionali e la modernità di approccio in linea con gli ultimi trend tecnologici, erano tra le altre cose gli asset che posizionavano ottimamente il modello online per una scalata incredibile.

    Dopotutto, ormai tutti i settori – incluso quello assicurativo e quello finanziario – stavano andando verso una prepotente digitalizzazione dei propri servizi.

    Nel 2014 il modello riceveva la sua consacrazione: era arrivata alla ribalta Purplebricks, il nome più popolare.

    Fu un successo, in pochi anni una quotazione in borsa, l’apertura in diversi mercati internazionali.

    Ma agenzia immobiliare online non è solo UK, ci sono state – e continuano ad esistere – anche realtà differenti in diversi Stati europei e non, come:

    • Compass e Redfin in USA;
    • Meilleurs Agent in Francia;
    • Homeday in Germania;
    • Propertista in Spagna;

    Agenzia immobiliare ibrida Michele Schirru

    Cos’è successo nel frattempo in Italia?

    Non siamo stati a guardare, anche se abbiamo aspettato sino al 2017 circa.

    Poi sono arrivate diverse startup che hanno portato il business model di agenzia immobiliare più o meno online sul mercato.

    Homstate, forse la prima della lista per ordine cronologico, ma Homepal già prima del 2017 aveva iniziato a percorrere questa strada pur non configurandosi come agenzia immobiliare.

    Poi, con le dovute differenze di modello e con approcci più o meno spinti verso l’online, sono arrivate RockAgent, Dove.it, Homepanda, AgenCasa, ClientiCasa.it (poi diventata Facile Immobiliare), SkyCasa.it, giusto per citarne alcune… ma la lista ormai è diventata lunga.

    Ma arrivando al 2021, possiamo dirlo con certezza:

    la visione di cambiamento radicale paventata dal modello di business “alla Purplebricks” non si è concretizzata.

    Alcuni degli agenti immobiliari online più riconoscibili in UK sono inciampati nel percorso… oppure sono caduti definitivamente.

    Per il resto del mondo vale la stessa cosa, chi sta andando avanti oggi, lo sta facendo con un paradigma completamente diverso da quello di partenza.

    E per l’Italia potremmo dire lo stesso. Sempre più servizi sul territorio e meno online.

    Perché le agenzie immobiliari non sono mai decollate

    Le agenzie immobiliari online non dovrebbero sperare che le cose cambino e che gli affari finalmente prendano il volo.

    A mio avviso, s’intende.

    Questo perché, in almeno due aspetti, il modello era difettoso fin dall’inizio.

    Ed abbiamo imparato a capirlo dopo, forse quando era troppo tardi e milioni di euro/dollari/sterline erano stati versati.

    Nel modello, ci sono problemi piuttosto evidenti nella struttura dei costi.

    La spesa di acquisizione del cliente è sempre stata troppo elevata rispetto alle provvigioni richieste ai clienti.

    Ovviamente, tutto gonfiato e sostenuto come una bolla dai grossi capitali ricevuti.

    Questo, però, ha inevitabilmente portato a gravi problemi di redditività.

    Dall’altro lato, il mercato di riferimento non è mai stato del tutto pronto e presente.

    Le persone ruotano attorno a questo business

    Si dice spesso che, quello dell’agenzia immobiliare, è un business fatto di persone.

    Nell’era digitale, le agenzie immobiliari online hanno sovrastimato la dimensione tecnologica e quanto il rapporto ed il contatto umano sia ancora molto importante.

    La vendita e l’acquisto di una casa sono spesso la più grande transazione finanziaria che chiunque intraprenda nella propria vita.

    La casa, ovunque nel mondo, è il principale asset con cui una famiglia si relaziona.

    Pochissimi, a quanto dimostrano i risultati del modello di agenzia immobiliare online diffuso in tutto il mondo, vogliono intraprendere questa strada da soli.

    I venditori sono consapevoli che, con un agente online, si stanno perdendo l’esperienza di un agente immobiliare tradizionale che, invece, conosce:

    • cosa si vende maggiormente nella zona;
    • quale dovrebbe essere il prezzo più congruo;
    • contatti di potenziali acquirenti alla ricerca di nuove opportunità sul mercato.

    I clienti sono anche scoraggiati dal lungo e complesso processo di compravendita della casa.

    Visite e appuntamenti, trattative e monitoraggio dell’intero processo.

    Lezioni dal mondo online

    Niente di tutto questo è ovviamente volto allo screditare il lavoro delle agenzie immobiliari online.

    Evidentemente, esiste un mercato di clienti disposti e contenti di mantenere il controllo del processo di vendita della casa, risparmiando sulle provvigioni.

    Vogliono essere loro direttamente il volto dell’immobile sul mercato ed affrontare un approccio fai da te.

    E allora, cosa possiamo imparare?

    In particolare, le agenzie immobiliari online non si sono sbagliate sulla necessità di offrire dei servizi digitalizzati.

    E ricordiamoci quanto, a partire dal primo lockdown del 2020, questa tematica sia stata enfatizzata.

    Non è più essenziale avere un ufficio per acquisire incarichi, ormai tutti hanno conosciuto la firma elettronica.

    La possibilità di fare virtual tour, fare acquisizioni grazie ad app come Zoom oppure Skype.

    I venditori vogliono velocità, vogliono convenienza e vogliono un buon rapporto qualità-prezzo; l’online ha sempre fornito, e continuerà a fornire, i mezzi per raggiungere questo obiettivo.

    Il problema con i modelli esclusivamente online è che, nella loro ricerca di velocità e convenienza, hanno finito per buttare via alle ortiche una grande opportunità.

    L’ho imparato a mie spese, avendo partecipato alla nascita e lo sviluppo di SkyCasa.it: i venditori, vogliono competenza tanto quanto convenienza; vogliono una gamma di servizi erogati personalmente tanto quanto la velocità e la comodità.

    Vogliono poter guardare negli occhi il proprio consulente e, se necessario, poter andare a chiedere un rendiconto di persona.

    Queste esigenze equilibrate della clientela fanno sì che, con ogni probabilità, il modello migliore per le agenzie immobiliari al giorno d’oggi sia l’integrazione tra l’online ed il tradizionale.

    Verso uno stato Ibrido

    E allora, ecco che emerge la vera agenzia immobiliare del futuro: quella ibrida.

    Che aspetto avrebbe questa agenzia ibrida?

    Paradossalmente, la linea di confine tra digitale e tradizionale è molto sottile.

    Un’agenzia immobiliare con un sito web potrebbe tecnicamente chiamarsi “agenzia ibrida”. Così come potrebbe addirittura essere un’agenzia immobiliare online…

    Ma una vera offerta ibrida non può che comportare elementi forti sia del modello tradizionale che del modello online.

    Essere ibridi consiste nell’avere una maggiore attenzione per il digitale.

    Dal marketing digitale al miglioramento della propria struttura web, la possibilità di fare una valutazione della casa direttamente dal sito web, fissare una visita oppure avanzare una proposta d’acquisto in forma digitale.

    Quello online, è anche un modello che poggia saldamente sulle automazioni.

    Significa avere portali self-service che permettono ad inquilini, acquirenti e venditori gestire le loro proprietà e le loro esigenze.

    Significa anche non passare ore e ore ogni giorno a telefonare e/o fare porta a porta.

    Un’agenzia ibrida utilizza la tecnologia per assisterle con un sistema di posta elettronica automatizzato.

    Oppure, per esempio, trova clienti con un sistema di lead generation immobiliare sapientemente realizzato.

    Considerazioni finali

    L’esperimento dell’agenzia immobiliare online può non essere riuscito a soddisfare le aspettative, ma ha comunque lasciato il posto a un nuovo ed entusiasmante modello.

    Ed a questo punto, non possiamo dimenticare quanto sia impattante avere la giusta visione ed il mindset più adatto.

    Di questo ho parlato in un mio ebook, che puoi scaricare gratuitamente, che si chiama Trasformazione Digitale.

    L’ibrido rappresenta il meglio dei due mondi.

    È un sistema che bilancia la personalizzazione con la velocità e si adatta perfettamente alle diverse esigenze dei clienti di oggi.

    È un modello che, per il prossimo futuro, sarà difficile da battere.

    E tu, cosa ne pensi? Entriamo in contatto, lavoriamo insieme per il tuo business.

  • È improbabile che la pandemia fosse nel radar degli iBuyer in giro per il mondo, da Opendoor e Zillow in USA per arrivare a Casavo in Italia.

    Ovviamente, gli iBuyer quando hanno lanciato le loro attività non avevano assolutamente idea di quanto avrebbe potuto avvantaggiare il loro modello di business ed i loro servizi.

    Vantaggi che, in realtà, si riflettono anche sugli agenti immobiliari più digitali.

    Questo perché, la pandemia del Covid-19, ha permesso di accelerare nel processo di digitalizzazione delle aziende. Sia perché la base dei consumatori ne ha avuto la necessità, ma anche e soprattutto per il contrario.

    In altre parole, per continuare a fare business in maniera fluida e produttiva, anche chi non era al top della digitalizzazione, ha dovuto cambiare passo.

    Ma torniamo al modello iBuyer.

    Per sviluppare questo articolo, sono partito dalle considerazioni di Mike DelPrete, tra i massimi esperti a livello globale di proptech.

    I vantaggi principali del modello iBuyer – velocità e certezza – sono stati sin da subito pensati come un miglioramento un processo notoriamente lungo e talvolta doloroso.

    Ma il modello di business dell’iBuyer è oggi in una posizione unica per prosperare.

    Stiamo parlando di un mondo fatto di distanziamento sociale, dove le persone mettono in primo piano la capacità di condurre i propri affari limitando al minimo il contatto umano.

    Spieghiamo velocemente cosa è un iBuyer e come funziona il suo modello di business.

    Prendiamo la definizione che il più importante iBuyer al mondo, Opendoor, espone sul suo sito web:

    “Un iBuyer è un’azienda che utilizza la tecnologia per formulare all’istante un’offerta su una proprietà. L’iBuyer rappresenta un cambiamento radicale nel modo in cui le persone acquistano e/ o vendono le case, offrendo in molti casi un’alternativa più semplice e conveniente alla vendita tradizionale della casa.

    Il modo in cui un iBuyer opera è ampio, ma l’idea di fondo è che farà una valutazione del valore della casa e – qualora ritenuto opportuno – farà un’offerta in tempi rapidi.

    Se l’offerta dovesse essere accettata dal venditore, l’iBuyer si prenderà l’onere di concludere l’acquisto in tempi brevi, dopodiché la reimmetterà sul mercato e rivenderà la casa. Il vantaggio principale è dato dalla certezza di un’offerta interamente in contanti ed un maggiore controllo sul quando sarà data la possibilità di concludere la compravendita.”

    Se è vero che il modello iBuyer è stato lanciato con specifici vantaggi principalmente per il lato dei consumatori, sta diventando evidente che il modello presenta diversi vantaggi collaterali.

    L’iBuyer permette ai consumatori di vendere e comprare case con una limitata interazione umana.

    I proprietari di casa hanno il vantaggio di vendere direttamente ad un iBuyer, senza bisogno di tenere le porte di casa aperte ed un via-vai di persone che invadono il proprio spazio. Qualunque agente immobiliare sa quanto questo tema sia scottante in questa fase di mercato.

    Ma non finisce qui, in USA, i potenziali acquirenti possono addirittura visitare le case da soli, senza la presenza di un agente e senza affollamento. Attraverso un’app e la tecnologia IoT (internet of things), Opendoor, permette di programmare le visite e l’apertura della porta di casa.

    Non mi risulta che per l’Italia Casavo si sia spinta così tanto, ma smentitemi qualora invece sia questo il caso.

    Per l’Italia, è già una grande vittoria poter visitare gli immobili attraverso il Virtual Tour! 🙂

    È tra l’altro proprio di qualche giorno fa la notizia che, Casavo, abbia acquisito al 100% la prima e più conosciuta azienda di Virtual Tour: Realistico.

    Per citare il Sole 24 Ore: “Il risultato dell’operazione, pur mantenendo Realisti.co indipendente, sarà una realtà che impiegherà complessivamente circa 170 persone (le oltre 150 di Casavo, cui si aggiungono le 15 di Realisti.co).”

    Per alcuni, questa acquisizione rappresenta uno step ulteriore verso la trasformazione – o quantomeno l’avvicinamento – del proprio modello ad una soluzione più orientata al brokeraggio.

    D’altronde, già dai primi tempi, Casavo aveva offerto agli agenti immobiliari di diventare partner ed ottenere possibilità di guadagno nelle operazioni di segnalazione immobile e/o compravendita.

    Ma portandoci verso la conclusione, è innegabile che la vendita di una casa ad un iBuyer fornisca certezza in un momento di assoluta incertezza.

    Il vantaggio di vendere una casa all’istante non è mai stato così palese.

    E tu, eri già al corrente di questo modello di business? Pensi che possa essere il futuro per il real estate italiano?

    p.s. Ho pubblicato questo articolo per la rubrica DigitalRE sul blog di WeAgentz.

  • Per gli agenti immobiliari, abbracciare il digitale non andrebbe più solo inteso come utilizzare il portale immobiliare di turno oppure inviare una mail ai clienti nella famosa “Banca dati”.

    Gli strumenti digitali sono arrivati ad un grado di sofisticatezza molto elevato, gli agenti immobiliari più smart possono guadagnare un significativo vantaggio competitivo.

    Ho ragionato su quali potessero essere alcune attività e riflessioni game-changing per gli agenti immobiliari.

    Parliamo di strategie ed approcci che dovrebbero aiutare a superare la concorrenza ed elevare il proprio posizionamento sul mercato. Dopotutto, chi non vorrebbe far crescere e prosperare la propria azienda?

    In ogni caso, partiamo per questo tour panoramico e sondiamo meglio il terreno.

    Se ti va, fammi avere la tua opinione!

    Partiamo dalle basi: lasciamo la carta nel cassetto

    Se è vero che ormai la carta è per molti un ricordo del passato, molti agenti immobiliari sono ancora ancorati a questo strumento per diversi task e diverse situazioni.
    Gli appunti della proprietà che si vanno a valutare, le lettere di follow-up ai propri clienti, i volantini e le lettere nelle cassette postali, i contratti e gli incarichi ancora stampati e firmati a mano, etc etc.
    Tutti questi processi possono essere facilmente eseguiti in forma digitale, permettendo sia all’agente immobiliare che al cliente di visualizzarli e di agire dal proprio cellulare mentre si è in viaggio.
    Questo crea inevitabilmente non solo una migliore esperienza del cliente, ma anche un business più efficiente.

    Sfruttare i vantaggi della tecnologia mobile

    Gli smartphone sono sempre più presenti nella nostra vita, hanno rivoluzionato il modo in cui conduciamo le nostre attività e le nostre relazioni.
    Sarai d’accordo con me sul fatto che, anche nel mondo del lavoro, abbiamo riscontrato un impatto enorme.
    Ti svelo un segreto di Pulcinella: non c’è alcun segno o inscindibile verità che ci indichi che questo fenomeno rallenterà o si placherà.
    Il mondo sarà sempre più Digital e meno Analogue… my friend!

    Ormai usiamo più il telefono del computer, potremmo mandare avanti un’azienda da milioni di euro di fatturato con un iPhone X.

    Detto questo, è fondamentale che gli agenti immobiliari comincino ad abbracciare questi principi, adattando il proprio business al fatto che le persone vivano con il proprio smartphone in mano.

    Hai mai sentito parlare di sito web responsive per esempio? Hai mai sentito parlare di WebApp dove mostrare le statistiche e le performance degli immobili sul mercato?

    Ottimizzare il proprio organico e la propria struttura

    Il business delle agenzie immobiliari è un settore fortemente orientato al rapporto personale tra clienti e professionisti.

    Si tratta di un’attività che richiede più persone per crescere e fatturare di più. Per ogni nuova sede di quartiere abbiamo sempre avuto bisogno di nuove persone di valore e capaci.

    Mentre questo modello ha funzionato enormemente in passato, gli investitori e il business moderno non lavorano più in questo modo e non hanno più interesse in quel tipo di business, ma guardano in modo specifico alle entrate di un’azienda per ogni dipendente.

    Ma è ancora sostenibile questo modello di prossimità? Dobbiamo pensare a quanto in realtà potremmo beneficiare dall’avere un unico ufficio, non per forza con vetrina su strada, che si occupi del territorio.

    Saremmo senz’altro più leggeri dal punto di vista logistico e degli impegni finanziari. Ne andremmo a guadagnare dal punto di vista del teamwork, avendo tutti gli agenti concentrati in un unico luogo.

    Avere un hub di agenti altamente digitalizzato ci permette di ottimizzare le risorse e creare esperienze, digitali e non, uniche.

    Troppi passaggi e troppe complicazioni

    Va bene che siamo in Italia, ma perché complicarci la vita con inutili passaggi?
    Il processo di follow up degli agenti immobiliari è generalmente lento e macchinoso. Parliamo di telefonate e di tentativi di contatto che si ripetono quasi alla nausea, creando quella sensazione di essere perseguitati dal call centre di turno.

    Alla fine, magari veniamo anche mandati a quel paese… Va bene “vendere” se stessi ed essere sempre puntuali e sul pezzo, ma dobbiamo stare attenti a non passare dalla parte del torto.

    Nessuno vuole una regolare chiamata di vendita da un agente immobiliare (o da un call centre).

    Anche quando un nuovo cliente fosse sul punto di istruire un agente immobiliare, si è sempre davanti alla possibilità di far saltare tutto in aria: telefonate e/o invio di email, contratti cartacei da firmare, scansioni, etc etc.

    Tutti questi passaggi possono essere rimossi attraverso gli strumenti digitali, cercando di semplificare e ridurre i passaggi: ricevere in incarico con un semplice click ed in qualunque luogo e dispositivo.

    Potremmo addirittura spingerci a creare follow up automatici e notifiche nel momento in cui i potenziali clienti fossero attivi sul nostro sito web per cercare di contattarli quando effettivamente dovrebbero essere predisposti ad una nostra chiamata.

    Smettiamola di fare come i pompieri

    Gli agenti immobiliari sono tendenzialmente impegnati giornalmente in una mix piuttosto casuale di attività. Si passa tranquillamente dall’appuntamento di visita a quello di acquisizione, dalla telefonata di gestione alla stipula di un contratto preliminare.

    Questo porta inevitabilmente ad una mancanza di focus e di produttività.

    La tecnologia, però, potrebbe aiutare gli agenti immobiliari a diventare più strutturati e migliorare le prestazioni, ripensando il modo in cui gestire il lavoro.

    Per esempio, la qualifica e la gestione di tutte le richieste di ricerca casa potrebbe essere automatizzata. Così come anche la fase di spiegazione del proprio modello di lavoro.

    Hai mai sentito parlare di funnel? Sequenze di mail? Potrebbero essere di grande aiuto!

    In conclusione, smettiamola di fare come i pompieri e correre da un incendio all’altro. Stop fire fighting!

    p.s. Ho pubblicato questo articolo per la rubrica DigitalRE sul blog di WeAgentz.