Non può piovere per sempre, diceva Brandon Lee nel celebre film “Il Corvo”, un film maledetto che lo ha visto morire sul set cinematografico.

Siccome questo non è un blog che parla di cinema, che c’entra? Niente, ma devo dire che mi sembrava una metafora abbastanza pertinente… non può piovere per sempre.

Il mercato immobiliare italiano ha subito gravi flessioni nel corso degli ultimi dieci anni, la crisi ha colpito forte soprattutto nelle compravendite. Ma sembra uscire il sereno, e la pioggia comincia ad andare via… non può piovere per sempre.

Crescono moderatamente i rendimenti sulle case vacanza

Mi sono imbattuto in questo articolo pubblicato originariamente su MutuiOnline.it. Ma diciamola tutta, stavo lì che scrollavo su Facebook prima che la pasta mi venisse servita sul piatto, ed allora ho notato che il collega Giorgio Veneri di Affitto Perfetto aveva condiviso questo interessante articolo.

Ho quindi deciso di riportarlo sul mio Blog ed esprimere il mio commento, in fondo alla pagina puoi guardare anche un video riassuntivo.

Allora, che dice questo articolo a firma di Paola Campanelli? Intanto apre con la constatazione che le banche abbiano effettivamente cominciato ad aprire i rubinetti, il numero dei mutui immobiliari stipulati per l’acquisto di casa è cresciuto esponenzialmente.

Infatti, tra gli ultimi dati forniti dall’Agenzia delle Entrate si rileva che nel 2016 le transazioni siano cresciute del 18% su base annuale: il secondo anno consecutivo di trend positivo dopo il duro periodo di recessione iniziato nel 2006.

Il portale MutuiOnline riporta l’indagine effettuata da Tecnocasa che ha analizzato il fenomeno relativo alle case vacanza. Da qui risulta che il rendimento annuo lordo per le abitazioni delle dieci città più grandi d’Italia si è attestato sul 4,8%. La percentuale è stata ottenuta dal rapporto tra i canoni di locazione annui per appartamenti con due locali ed il capitale investito per il suo acquisto.

Il maggior profitto è stato registrato a Verona (5,9%), Palermo (5,4%) e Milano (5%); a Firenze invece si rileva la rendita più bassa, il 4,1%.

A mio avviso, c’è spazio per rendite lorde più ampie. Questo significa che sia necessario avere bene a mente il proprio budget e cercare di non discostarsi da esso, maggiore sarà il costo di acquisto e maggiore sarà il rischio di andare ad intaccare la rendita lorda.

Poi, se mi metti sul tavolo un immobile che costa 1 milione di euro, però ti produce un canone di locazione di 20.000 euro al mese allora è un altro discorso!

L’affare, per così dire, si può ancora fare e bisogna solamente tirare il prezzo. I prezzi degli immobili sono scesi in questi anni, ci sono tanti proprietari di casa che sono stanchi di aspettare e potrebbero quindi essere più propensi a trattare. Certamente, il buon senso è fondamentale, così come mantenere un contatto sulla terra.

Se ti appresti ad acquistare un immobile per investimento, non puoi pretendere di acquistare a sconto a prezzi non realistici. Perderai solo tempo e farai perdere tempo anche agli altri, una buona metrica di sconto è sempre quella del 20-30% sul prezzo richiesto.

Inutile dire quanto invece possa giovare conoscere a menadito la zona in cui vuoi investire, questo ti consentirà di avere il quadro preciso dei valori appena avrai accesso ad una casa sul mercato

Numero delle locazioni in aumento

Ne ho parlato tante volte, sia nei miei articoli precedenti che nel video qui sopra che ho realizzato per dare seguito ad un pezzo scritto per Affari Miei. Anche l’Italia segue ormai un trend che è consistente a livello internazionale, il crescente ricorso all’affitto. Come si evince dai dati dell’Agenzia delle Entrate relativi all’anno 2015, sono stati stipulati 1.668.791 i contratti di locazione su tutto il territorio nazionale.

Interessante! Parliamo di una cifra che è quasi quattro volte il numero delle compravendite realizzate nello stesso periodo, circa 450.000. La cifra si traduce in un +16,9% rispetto al 2011, pari a 240.728 transazioni registrate in più.

Come riporta MutuiOnline, “i numeri non tengono conto delle locazioni turistiche brevi (di durata non superiore a 30 giorni) dove i proprietari affittano tramite Airbnb o portali simili”.

E qui bisogna anche aprire una parentesi, come sai il Governo ha messo in atto un decreto volto al combattere l’evasione fiscale. C’è infatti l’obbligo per tutti gli intermediari che operano sul settore degli affitti brevi di effettuare una ritenuta alla fonte nella misura del 21%. Quindi, portali come Airbnb, ma anche gli agenti immobiliari, dovranno mettere in piedi una struttura contabile che permetta di adempiere alla legge.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_custom_heading text=”Conclusioni” font_container=”tag:h3|text_align:left” use_theme_fonts=”yes”][vc_column_text]Per concludere, ci sono diversi motivi che hanno portato a questa riscoperta dell’affitto, infatti, come dicevo in questo articolo, investire in immobili da affittare non è mica una novità per l’Italia!

Il calo delle compravendite ha senz’altro influito, c’è stato un dimezzamento del numero totale registrato su scala nazionale. È naturale pensare che avendo difficoltà nel vendere, molti proprietari di casa si siano orientati verso questa opzione. Pur di non mantenere il proprio immobile vuoto ed in balia del deterioramento è senz’altro più conveniente metterlo a reddito.

Infine, non possiamo non citare quanto le generazioni come la mia e quelle a venire, ma in verità anche quella precedente, scelgono l’affitto.