Se questa è la prima volta che senti parlare di #PropTech, di sicuro non sarà l’ultima. Credimi.

Ascolta il mio podcast, PropTech Italia, ti racconto in maniera chiara ed esaustiva il tema.

In dieci anni, le cose sono cambiate radicalmente.

Le startup, a livello globale, concentrate sul proptech hanno ricevuto nel 2008 un totale investimenti di circa 20 milioni di dollari, 12 miliardi di dollari nel 2018.

Total global PropTech funding reached $700,230,269 in October 2019, raised over 54 individual funding events. This sees funding levels come back down to earth slightly after the remarkable total of  $1.2 billion in Septermber 2019. This brings the total for 2019 to just under $13 billion across 454 events. Source @Unissu

PropTech, almeno in Italia, è una parola chiave caldissima.

Rappresenta un settore che ha gli occhi di molte figure puntati addosso.

Dai CdA delle grandi aziende immobiliari ai fondi di investimento, dai piccoli business angels alle agenzie immobiliari piccole, medie e grandi, lungo tutto lo stivale.

PropTech è risveglio, PropTech è rivoluzione immobiliare.

Ma è anche sinonimo di eccessi, forse bolle si spinge a dire qualcuno. Nat Daniels, CEO at Angels Media.

Alla data di oggi, Purplebricks è valutata per oltre 300 milioni di dollari, Compass per oltre 800 milioni di dollari.

Madness… oppure no, forse realtà e basta.

Mettendo un attimo da parte il mercato USA, ci sono centinaia di nuove startup in tutta Europa, la più alta concentrazione la troviamo in UK e Spagna, ma anche Svizzera e Germania.

L’Italia ha ancora parecchia strada da fare, ma siamo sulla retta via.

Sul fronte investimenti e concentrazione di progetti, infatti, le varie “Mecca” sono Londra e Berlino, ma Milano ha giustamente capito che deve fare qualcosa.

Milano si conferma sempre di più il luogo in cui essere e farsi notare.

Si, ma cosa vuol dire PropTech?

PropTech è una parola composta, l’acronimo di property technology. Gli americani hanno provato a far girare il composto ReTech – Real Estate Technology, ma gli inglesi gli hanno fatto il didietro a stelle e strisce!

PropTech si riferisce a tutto ciò che è software, strumenti, piattaforme, sito web, app, che normalmente vengono utilizzate da chi opera nel settore immobiliare.

Agenti immobiliari, architetti, costruttori, etc.

Il PropTech abbraccia ovviamente il ConTech – construction technology, CreTech – commercial real estate technology, FinTech – financial technology. Pensiamo per esempio al crowdfunding immobiliare e ad esempi come Walliance, in Italia, oppure Housers.

Housers è una proptech nata in Spagna, ma ha internazionalizzato ed opera da qualche anno sia in Portogallo che in Italia.

A questo link un’intervista al suo Real Estate Director italiano, Davide Grossi.

Le startup proptech, realizzano con efficienza le attività proprie del settore fornendo trasparenza, abbattendo le barriere economiche e fisiche.

Lo sappiamo, il settore immobiliare ha dormito per tanti anni, il modo in cui poteva acquistare casa mio bisnonno è rimasto fondamentalmente identico per secoli.

Tuttavia, nel corso dell’ultimo decennio, a livello globale, abbiamo visto altri spiragli.

Il settore immobiliare sta subendo una forte trasformazione, creando strategie innovative per diminuire i processi e ottimizzare le strutture impiegate per la vendita di immobili.

Dopo il mercato assicurativo, il settore finanziario e il settore della salute, l’immobiliare è il candidato ideale per fare il grande passo nell’era digitale.

La categoria degli agenti, più in generale degli attori immobiliari, hanno tirato a campare finché il mercato ha dato ossigeno. Ora, qualcosa inizia a muoversi.

Il mercato non è più quello di una volta e le abitudini del consumatore iniziano a cambiare.

Chi, tra gli operatori di settore, non adotterà la tecnologia verrà spazzato via nel raggio di qualche anno.

Questo è il motivo della grande ascesa di realtà come SkyCasa.it ed altre agenzie immobiliari online anche in Italia.

Il CEO di Purplebricks, intervistato per il Sunday Telegraph ha dichiarato:

Gli agenti immobiliari ibridi possono raggiungere una quota di mercato fino al 30% nei prossimi cinque anni. Riteniamo che il mercato ibrido possa raggiungere il 20% – 30% di market share nei prossimi cinque anni.

Ma non solo, la nascita di progetti legati alla presentazione virtuale degli immobili come Realistico, oppure un portale innovativo e fortemente indirizzato al web-marketing come WikiCasa, un iBuyer in stile americano come Casavo.

Non solo, l’incremento del fenomeno smart city ha aiutato anche il settore del PropTech ad espandersi: con i progetti legati alle città 4.0 aumenteranno le attività di monitoraggio, per esempio sulla qualità dell’aria, sulla presenza di parcheggi disponibili in tempo reale, e molto altro.

I dati prodotti da queste tecnologie si occuperanno di controllare parametri come i consumi elettrici, la sicurezza del quartiere, il tasso di incidenti stradali, i flussi demografici, l’uso delle carte di credito, i trasporti pubblici.

Negli anni le tecnologie di applicazione per la gestione del mercato immobiliare, specialmente per quel che concerne il property management, sono anche legate all’innovazione dei progetti che riguardano la sfera della smart economy.

Gli investimenti miliardari nel PropTech sono pertanto destinati ad aumentare rapidamente.

Non ultimo, il fatto che l’utilizzo dello smartphone ha incrementato le operazioni online, creando la necessità, dopo la gestione finanziaria, di utilizzo di app che possano anche gestire e migliorare la compravendita di una casa.

Insomma, siamo davanti ad un passaggio epocale.

Tu, da che parte stai? Vuoi fare la storia oppure subirla?